Il governo ed il riordino dei giochi d’azzardo

riordino dei giochi d'azzardo

Ci si sforza di capire cosa ci sia nell’esposizione della proposta del Governo agli Enti Locali che non vada: l’unica cosa che forse salta gli occhi è che potrebbe sembrare un riordino “troppo semplicistico” che non accontenta i “palati raffinati” degli stessi Enti e che la riforma per i giochi disponibili nei casino online sia stata pensata con il concetto di “correre” per arrivare ad una soluzione e che, però il contenuto sia il tipico “vorrei ma non posso” dettato dalle imposizioni politiche ed amministrative.

Insomma, l’obbiettivo comune dovrebbe essere quello di una drastica, ma complessiva, riduzione dell’offerta di gioco con una relativa equa distribuzione sul territorio: ma, innanzitutto, non solo delle “macchinette”, ma di tutto il gioco. Il tutto dovrebbe essere approntato tenendo conto che la ridistribuzione andrebbe fatta in rapporto alla popolazione residente, alle varie dinamiche di spostamento locale, che dovrebbero aiutare anche a definire le varie situazioni a maggior rischio sul territorio.

Ed anche non dovrebbero mancare i dati di rilevazione che riguardano la correlazione tra come le persone si spostano per cercare i luoghi in cui si può giocare ed i volumi reali di gioco (le cui cifre vengono messe sul piatto a volte senza cognizione di causa). Mancano anche rilevamenti per la tracciabilità del danaro ed il tracciamento individuale dei profili di gioco in modo da poter individuare i soggetti a rischio e stabilire, eventualmente, misure di limitazione sia sui tempi che sull’importo delle giocate.

Anche la regolamentazione degli orari di accensione delle “famigerate macchinette” è fumosa nella sua formulazione, mentre invece dovrebbe essere uno strumento che, se messo bene in atto, potrebbe servire da deterrente per limitare il gioco particolarmente per quei soggetti che hanno un profilo a rischio. Ma dovrebbe essere accompagnata da controlli negli ambienti di gioco e da periodiche variazione degli stessi orari, in modo da rendere più difficile l’adattamento del giocatore e quindi… disincentivarlo.

Le figure competenti poi, presenti nella sale di categoria A, potrebbero anche raffigurare un altro strumento utile, se però fossero autorizzare anche a limitare gli accessi alle sale da gioco non solo ai soggetti in cura: ma questo comporterebbe la composizione di un registro nazionale (che dovrà essere aggiornato scrupolosamente) che possa raccogliere tutte le indicazioni di “abuso di gioco” e con questo si entrerebbe in una “zona complessa ed alquanto delicata”. Con quali criteri si può identificare l’eccesso o l’abuso di gioco e, sopratutto, a chi potrebbe essere indirizzata questa segnalazione?

Tanta carne al fuoco, quindi, per ottenere la stesura di una proposta di riforma, anche al mondo delle slot machine gratis tutte, dettagliata, ma in quella presentata dall’Esecutivo si è cercato di rispettare troppi equilibri: prima di tutto quello delle entrate fiscali, visto che è ormai chiaro che il Governo delle risorse del gioco non può proprio farne a meno. Il riordino si è ridotto, infine, ad un imponente intervento sulle dinamiche del mercato, uno spostamento “importante” con la successiva concentrazione delle offerte del prodotto gioco, diluito in tre anni, una riduzione del numero di macchinette e dei punti di gioco e di come verranno collocati sui territori.

Questa proposta dell’Esecutivo così come “quasi superficialmente” formulata, probabilmente, non soddisfa gli assessori regionali che la vedono soltanto come una sorta di vincolo per le decisioni futuribili, ma che risponde almeno in parte all’obbiettivo che sembra quello dichiarato da tutte le parti: quello di voler ridurre le modalità e l’offerta del prodotto gioco su tutto il territorio.